La nostra
storia
1. un secolo turbinoso Sta per concludersi il sec. XVI, per Roma turbinoso (basti pensare al “Sacco di Roma”, che ha decimato la popolazione) e, al tempo stesso esaltante, pieno fulgore del Rinascimento che arricchisce la città eterna di splendide Chiese e di monumentali palazzi
(S.Pietro, Quirinale, Campidoglio, Palazzo Farnese) nell’armonia dell’assetto urbanistico voluto da Sisto V.
La capitale del Cristianesimo si accinge a celebrare il Giubileo del 1600, pronta ad accogliere una eccezionale ondata di pellegrini (lo storico Pastor dirà che ne arrivarono ben 500.000 a fronte di appena 90.000 residenti).
2. sotto l'invocazione di S.M. Odigitria nasce
un Hospitio In questo contesto storico, un piccolo gruppo di cittadini di origine siciliana si riunisce per “fondare un hospitio sotto l’invocatione di Santa Maria Odigitria di Costantinopoli speciale patrona et advocata della Nostra Natione siciliana, per tutti i siciliani che in questa città di Roma vengono per voti o per
devotioni, o per altri negotij et affari …”
3. le prime Confraternite La Chiesa cattolica, appena uscita dal Concilio di Trento, incoraggia queste forme di aggregazione del laicato, dette “Confraternite”, che raggruppano fedeli che intendono caratterizzarsi per provenienza geografica (si ricordino a Roma, fra le altre, quelle dei Fiorentini e dei Napoletani in Via Giulia, dei Lombardi al Corso, dei Genovesi in via
Arenula, dei Bergamaschi a piazza Colonna) oppure per appartenenza ad un particolare mestiere (quali quelle dei Falegnami, dei
Ferrari, dei Macellai, dei Muratori, dei Palafienieri, ecc…).
4. nasce
la Confraternita: 5 febbraio 1594 La Confraternita di S. Maria Odigitria, detta inizialmente d'Itria, formalmente con il Breve Apostolico “Pastoris Aeterni” di Papa Clemente VIII in data 5 febbraio 1594 - ricorrenza della festa di S.Agata - può contare provvidenzialmente sulla generosa donazione del sacerdote siciliano Matteo Catalano di Palazzolo Acreide che mette a disposizione alcune sue case “presso li due macelli”, in una zona allora periferica della città, in mezzo ad orti e vigne. Viene così ricavato un oratorio che si affaccia in una viuzza, per lungo tempo chiamata “della Madonna di Costantinopoli”, prima di diventare l’attuale
Via del Tritone.
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La situazione attuale e le prospettive future
La chiesa, ricostruita nello stesso luogo, è
oggetto di successivi interventi che la rendono sempre più bella ed
accogliente. Nei tempi a noi più vicini, in sentito omaggio al
siciliano Cardinale Titolare Salvatore Pappalardo, si mobilitano gli
artisti siciliani più rinomati (Fiume, Migneco, Milluzzo, Bardi,
Greco) con opere esposte all’ammirazione dei fedeli.
1. proprietas Siculorum Accanto alla Chiesa, il palazzotto che fa parte del patrimonio della
Confraternita, sfoggia - quasi con compiacimento - il suo cartiglio in
pietra “Proprietas Siculorum”. Oggi la Confraternita è più viva e vitale che mai, profondamente
rinnovata nelle sue strutture e nelle sue finalità, cresciuta in
qualità e numero dei suoi membri (più di 700). In tale processo di adeguamento alle esigenze dei tempi, guida sicura
è stato Mons. Antonio Maria Travia, Primicerio Emerito.
2. confratelli famosi La Confraternita guarda con consapevolezza al futuro, fiera del suo
passato; un passato nel quale, nel corso degli anni, ha potuto
annoverare sempre, tra i suoi membri, personalità di spicco della
comunità siciliana di Roma. Ricordiamo, tra gli altri, il musicista
palermitano Alessandro Scarlatti, che compose addirittura
appositamente una Messa, il pensatore politico Luigi Sturzo, il
Cardinale Mariano Rampolla del Tindaro, influente Segretario di Stato
di Leone XIII, che ne fu addirittura Primicerio, l’agrigentino
Gaspare Ambrosiani, che ricoprì la carica di Presidente della Corte
Costituzionale.
3. progetti della Confraternita La Confraternita oggi porta avanti un progetto che intende
privilegiare l’impegno per il culto, la carità e la cultura. In tale progetto si collocano, tra le altre iniziative, il sostegno -
in stretta intesa con le Diocesi dell’isola - agli ecclesiastici
siciliani che studiano a Roma, e l’istituzione e il finanziamento di
una Cattedra di “Storia del Cristianesimo in Sicilia” presso la
“Pontificia Facoltà Teologica” di Palermo, chiamata a gestire a
Roma un “Centro per lo Studio della Storia e della Cultura di
Sicilia”.
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