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Venerabile Arciconfraternita
S.Maria Odigitria dei Siciliani
Via del Tritone 82
00187 Roma Tel. 06 4885872


Angolo della cultura 


La nostra identità
Ci è di conforto la storia:
Sicilia: entità umana e culturale ben precisa.
Noi Siciliani: un popolo.

Una storia che unisce l’isola al resto delle regioni d’Italia, facendone nel loro insieme un Paese ed una Nazione.
Una storia che unisce il popolo siciliano, secondo rapporti diversi, agli altri popoli del Mediterraneo.
Una storia che spiega la specificità della Sicilia (tra le altre regioni d’Italia; tra gli altri Paesi del Mediterraneo).
Una storia peculiare nei confronti delle altre regioni.

Dal 535 all’827
Sotto dominazione bizantina


Siracusa addirittura capitale dell’Impero bizantino dal 663 al 688 (imperatore Costante II). 
Dal sec. VIII ecclesiasticamente sotto la giurisdizione del Patriarca di Costantinopoli. In quel periodo a Roma furono eletti Papi ecclesiastici di cultura greca provenienti dalla Sicilia.
Legame duraturo e profondo con l’Oriente cristiano (funzione di ponte). 
Sicilia per oltre due secoli (827-1060) sotto dominazione araba (unica regione d’Italia). 
Sicilia con particolare regime ecclesiastico (la “Legazia Apostolica”), a seguito della riconquista cristiana dell’isola da parte normanna, sovrano temporale dell’isola, in quanto legato alla Santa Sede, Capo effettivo della Chiesa. 
Regime cessato solo dopo l’unificazione nazionale, nel 1866 Pio IX ne dichiarò unilateralmente l’abolizione e nel 1877 lo Stato italiano rinunciò al privilegio.
Sicilia, unica regione d’Italia a non essere occupata dagli eserciti di Napoleone dopo la Rivoluzione francese. Protetta dalle navi inglesi restò sotto la dinastia borbonica napoletana.

Una specificità particolare
Geograficamente e culturalmente articolata, la Sicilia non è stata condizionata dalla sua insularità: il mare è stato una via di apertura.
E’ significativo il fatto che le città - le più grandi e le più antiche - sono sulla costa.

Le sedi delle Diocesi, fino all’inizio del secolo scorso, sono state tutte sulla costa o, comunque, in vista del mare: 
Messina, Catania, Agrigento, Mazara, Cefalù, Palermo, Monreale.
Il più continuo raccordo viario è stato per secoli quello che univa le città della costa.

Storia della Sicilia, dunque come Storia urbana con la prevalenza di grossi agglomerati urbani.

Conseguenze: marcato policentrismo; bipolarità costa-interno; rapporto tutto particolare città-campagna.
Grande sforzo missionario della controriforma, che riplasmò in profondità, culturalmente e urbanisticamente, anche le città preesistenti.

Con l’applicazione della riforma tridentina si realizza in Sicilia una inculturazione cristiana di vastissima portata e profonda efficacia.

Cristianesimo siciliano oggi
Il Cristianesimo siciliano vive oggi sostanzialmente dell’eredità tridentina. Questo Cristianesimo non ignora il ricordo storico dell’influenza bizantina (ricordo risvegliato dalla presenza dal sec. XV di comunità albanesi greco-ortodosse nell’area palermitana), della dominazione islamica e di una consistente presenza ebraica (interamente sradicata alla fine del sec. XV).
Ricordo storico che può rappresentare oggi un appello alla funzione di incontro della Sicilia nel Mediterraneo tra cattolici, greco-ortodossi, islamici, ebrei.

Richiamo storico e valenza culturale
La nostra Arciconfraternita, trovando il fondamento della sua esistenza nel richiamo alla comune appartenenza regionale dei suoi membri, non può che essere portatrice di riferimenti culturali e di valori che riflettono i tratti distintivi di identità, peculiarità e specificità che sono emersi dalla rapida analisi storica.
 Tali tratti distintivi superano l’ambito della semplice memoria e dell’autocompiacimento fine a se stesso, per diventare spinta ad un continuo arricchimento spirituale e fondamento di elaborazione culturale anche sul piano operativo, nell’intesa di portare avanti un processo di rinnovamento che non rinneghi la tradizione, ma al contrario la esalti, reinterpretandola secondo le esigenze dei tempi funzione delle nuove sfide che siamo chiamati a fronteggiare.

Il passato si invera al presente e si proietta al futuro. La rivoluzione nel campo della comunicazione dischiude nuovi orizzonti e ci indica nuove frontiere. Sono frontiere verso le quali siamo decisi a muovere senza tentennamenti di sorta per essere partecipi nella società di quel processo di evangelizzazione da tante parti invocato.
L’utilizzazione delle possibilità offerte da “internet” va vista in tale prospettiva (vedi "Direttorio delle comunicazioni sociali" approvato e pubblicato dalla CEI: un Sito Internet per ogni parrocchia italiana).
 




Tradizioni e vestigia

IL SITO DELL’ARCICONFRATENITA
PRENDE IL VIA  IN UNA NUOVA IMPOSTAZIONE

Il sito, che  nella sua nuova  forma più vivace ed attraente   intende  rispondere meglio alle attese di tanti confratelli e consorelle,  comincia farsi strada. Certamente si è all’inizio; ma  il numero rilevante dei visitatori è incoraggiante. Un grazie sentito va a tutti coloro che hanno dato opportuni suggerimenti. Un ringraziamento  del tutto particolare va  alla Signora Maria Felice Reich che ha assunto la nuova gestione. La sua qualificata competenza in materia e  il suo impegno apostolico ecclesiale sono da apprezzarsi. (dicembre 2004)

 

 

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