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La storia della Chiesa - Le quattro pale d'altare

Santi Agatone, Leone II e Metodio
A Giuseppe Migneco affidato un soggetto particolarmente complesso

Articolato e complesso il progetto affidato a Giuseppe Migneco, dovendo egli raffigurare in un unico dipinto i due papi santi siciliani Agatone I e Leone II, e, insieme, il patriarca di Costantinopoli Metodio I, anch'esso siciliano, nativo di Siracusa.
La grande composizione, che Ŕ costata al maestro, nel pieno della sua maturitÓ artistica, mesi di quotidiano, ininterrotto impegno intellettuale e insieme di fatica fisica, trattandosi di una tela di cospicue dimensioni, presenta una grande robustezza di impianto e una non comune drammaticitÓ sia nella disposizione delle imponenti figure dei tre santi, sia, soprattutto. nella espressione sofferta dei volti di questi; in specie del volto triste e intenso del santo patriarca Metodio I, in cui nobiltÓ e fierezza d'animo si fondono con una mesta serena rassegnazione.

"La prima impressione che si riceve trovandosi di fronte al grande dipinto Ŕ che si tratti di un'opera di grande respiro artistico che, pur nei modi espressivi del nostro tempo, riporta ad una compostezza e ad una misura che potremmo ben definire classiche. Opera in cui appaiono superati quei particolari caratteri, quelle forme spigolose e aguzze che avevano connotato, durante le varie e diverse stagioni del suo percorso, l'opera di Migneco e ne avevano costituito la nota originale e inconfondibile. Superati e semplificati in una visione in cui il potere evocativo del colore conferisce all'insieme carattere di grande purezza.
Ornate da preziosi paludamenti le grandi figure dei tre santi siciliani, disposte frontalmente, si stagliano con forte risalto plastico sullo sfondo del mare azzurro e della terra di Sicilia, filoni a cui la poetica del maestro di Messina Ŕ rimasta sempre tenacemente legata.
Ai lati, in piedi, coperti dai loro brillanti mantelli di un bel rosso vivo esaltato dal bianco delle lunghe tuniche bordate d'oro, Agatone I e Leone II, i due pontefici romani, figure vigorose dai volti bruni e barbuti; al centro Metodio I, il santo patriarca di Costantinopoli, assiso in uno scranno in segno di considerazione e di rispetto per la Chiesa "sorella" d'Oriente, ma anche di particolare riguardo per la nobile figura di chi consapevolmente aveva affrontato terribili prove in difesa della fede e dell'ortodossia.
La raffigurazione del santo patriarca, col volto fasciato da bende bianche, Ŕ intesa ad evocare le flagellazioni, le feroci percosse e le lunghe segregazioni cui Metodio era stato condannato da parte dei suoi nemici, e che ne avevano indebolito e stremato il fisico fino a portarlo quasi alla morte.
L'opera di Migneco, per la ieraticitÓ e la solennitÓ delle figure, per la loro composizione frontale e, ancora, per il preziosismo delle vesti e degli ornamenti in cui domina la nota del giallo e del dorato, sembra risentire della suggestione dei grandi mosaici ravennati e bizantini: modi questi che potrebbero essere sgorgati quasi inconsapevolmente dalla mano dell'artista, ma che, pi¨ probabilmente, sono frutto di una scelta ponderata, data la provenienza orientale di Metodio I, che costituisce il personaggio centrale anche da un punto di vista figurativo dell'opera.

 

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