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Venerabile Arciconfraternita
S.Maria Odigitria dei Siciliani
Via del Tritone 82
00187 Roma Tel. 06 4885872

 
 

La nostra storia I 

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Un secolo turbinoso

Sta per concludersi il sec. XVI, per Roma turbinoso (basti pensare al “Sacco di Roma” del 1527 che ha decimato la popolazione) e, al tempo stesso esaltante, per le opere che, nel pieno fulgore del Rinascimento, arricchiscono la città eterna di splendide chiese e di monumentali palazzi (S. Pietro, Quirinale, Campidoglio, Palazzo Farnese) nell’armonia dell’assetto urbanistico voluto da Sisto V. La capitale del Cristianesimo si accinge a celebrare il Giubileo del 1600, pronta ad accogliere una eccezionale ondata di pellegrini che, secondo lo storico Pastor, raggiunsero il numero di  500.000 a fronte di circa 100.000 residenti.

 

Le prime Confraternite

In questo contesto storico, la Chiesa, appena uscita dal Concilio di Trento, incoraggia la formazione di “Compagnie” e “Confraternite” laicali che rispondono alle esigenze  dei principi della pietà eucaristica e mariana e favoriscono la carità e la solidarietà. In particolare a Roma nascono le “Confraternite” che raggruppano i fedeli che intendono caratterizzarsi per provenienza geografica (quelle dei Fiorentini e dei Napoletani in Via Giulia, dei Lombardi al Corso, dei Genovesi in via Arenula, dei Bergamaschi a piazza Colonna)  oppure per appartenenza ad un particolare mestiere (quelle dei Falegnami, dei Ferrari, dei Muratori, dei Palafrenieri, …)

Le origini della nostra Confraternita

Pianta di CostantinopoliIl 5 settembre 1593 un piccolo gruppo di oriundi siciliani si riunisce in un locale messo a disposizione da don Paolo Ciccio, anch’egli siciliano, presso la chiesetta di S. Leonardo de Albis nel rione S. Angelo,  dove si radunava la Compagnia degli Scalpellini e dei Marmorari, per creare un sodalizio con lo scopo di realizzare un hospitale sotto la invocazione di Santa Maria d’Itria , di Costantinopoli, special advocata della nostra Natione siciliana per la salute delle anime nostre et per beneficio universale di tutti i siciliani che in questa città di Roma vengono per voti o devotioni , o per altri negotij et affari …”

Il gruppo era composto da Giuseppe Aragona, Pietro Bongiorno, Giuseppe D’Amato, Andrea Altieri, Vincenzo Musca e Giuseppe Musolino, oriundi di diverse parti delle Sicilia.

Il breve Pastoris æterni

I primi tre anni di vita del sodalizio siciliano, nonstante fossero assorbiti in parte da preoccupazioni materiali, registrarono il raggiungimento di alcune mete importanti. La prima di esse fu il breve Pastoris æterni del 5 febbraio 1594 con il quale papa Clemente VIII, accogliendo e lodando l'iniziativa dei "pii Christi fideles siculi in Urbe existens", istituiva canonicamente l'arciconfraternita "sub invocatione Beatæ Mariæ de Itria". 

I primi confratelli

A vegliare sugli albori della loro pia fondazione i primi confrati vollero fosse una veneratissima immagine della madre di Dio, che fu collocata nell'umile sacello eretto con tante fatiche. La primitiva icona che ornò l'altar maggiore della cappella, era una delle tante copie di quella, popolarissima, dovuta, secondo una pia tradizione, al pennello dell'evangelista S. Luca.  
Inviata a Costantinopoli da Antiochia essa venne posta dall'imperatrice Pulcheria in una chiesa da lei edificata nel quartiere di santa Sofia. 
(Antica mappa di Costantinopoli - vedi a destra)

Icona e santuario

L'icona, e il santuario che la custodiva, diventarono ben presto carissimi alla pietà del popolo della capitale, diffondendo ovunque la fama di gran miracoli e prodigi attribuiti all'intercessione della Vergine. 
La devozione all'Odigitria, diffusasi in tutte le regioni di influenza bizantina, fu particolarmente fervida

 


Segue "Ruolo e posizione della Confraternita nel 1600"

 

 

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