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A Cafarnao, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad
insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro
come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era
nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare:
«Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi
tu sei: il santo di Dio». E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell'uomo».
E lo spirito immondo, strazian-dolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti
furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai
questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli
spiriti immondi e gli obbediscono!» La sua fama si diffuse subito
dovunque nei dintorni della Galilea.
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E’
un giorno di sabato. Gesù va nella sinagoga, luogo dove gli israeliti
convenivano per la preghiera comune e per la lettura e la spiegazione
della S. Scrittura. Tutti i partecipanti potevano essere invitati ad
insegnare. Ma tale compito spettava in modo particolare alle persone
competenti, agli specialisti: gli scribi. Qualsiasi discendente di
Abramo poteva diventare scriba; ma la via da percorrere per divenirlo
era lunga; occorreva frequentare delle apposite scuole. Spesso si
cominciava fin dalla giovinezza istruendosi - come fece S. Paolo (cf At
22,3) - ai piedi di un maestro.
Gesù nella sinagoga prende la parola, insegna. Marco non ci descrive il
contenuto del suo insegnamento; sottolinea che esso produce stupore in
coloro che lo ascoltano. La meraviglia è causata dal modo come egli
insegna. Tutti notano la differenza tra il suo insegnamento e quello
degli scribi. L’autorevolezza a Gesù non deriva da una competenza che si
acquista in una scuola, ma dal di dentro, dalla novità della dottrina
che insegna: è “una dottrina nuova insegnata con autorità”. Gesù insegna
con l’autorità del Figlio di Dio dotato dello Spirito (Mc 1,9-11), del
Figlio dell’uomo (Mc 2,10). Egli insegna la volontà di Dio; gli scribi
invece insegnano “precetti di uomini”, trascurano i comandamenti di Dio
(Mc 7,7 s). Gesù insegna con potere divino. Nel Vangelo di Matteo la
contrapposizione è chiaramente affermata: “Avete udito che fu detto agli
antichi…, ma io vi dico” (Mt 5,21-48).
Gesù insegna con potere divino, ma anche opera con potere divino. La sua
autorevolezza risiede nella sua stessa persona. Essa è avvertita da
satana, il quale si accorge che è arrivato colui che lo sconfigge.
Satana cerca di passare al contrattacco. Con le parole: “Che c'entri con
noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo
di Dio” vuole respingere l’intrusione di Gesù. Riconosce che egli è il
santo di Dio. Vuole però respingerlo perché si rende conto che egli è il
suo nemico, il quale viene a distruggere il suo regno, il nemico che ha
la capacità di annientare la sua potenza.
L’uscita del demonio avviene in circostanze che indicano la sua
resistenza e la forza annientatrice di Gesù. Gli astanti interpretano
l’esorcismo alla luce dell’insegnamento di Gesù. La sua dottrina viene
definita “nuova”. |
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